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IDEE CHIARE E CONSAPEVOLEZZA

Prima di entrare nei dettagli dei vari argomenti che andremo a trattare è bene sapere che idee chiare e consapevolezza sono fondamentali, imprescindibili se vogliamo ottenere un lavoro soddisfacente.
Idee chiare su quelle che sono le nostre aspettative, consapevolezza delle nostre capacità e di quanto sia possibile ottenere con il nostro budget (spesso limitato).

Una delle richieste più frequenti è “la botta”, “l’impatto sonoro”… magari con poche centinaia di euro a disposizione, con l’aspettativa di fare più brani e per non farsi mancare nulla, con la pretesa di aggiungerne un altro in corso d’opera… visto che siamo in studio di studio di registrazione tanto vale approfittarne…
Come in tutte le cose, la qualità richiede tempo, ma è bene sapere che la tanto agognata “botta” dipende soprattutto da noi, dall’amalgama della band, dalle nostre capacità tecniche ed espressive, dalla nostra preparazione prima di affrontare il momento della registrazione… sapere i brani alla perfezione è fondamentale, molto più spesso di quanto si possa pensare mi sono ritrovato in studio con band che non avevano provato i finali delle canzoni nemmeno una volta!

Non per fare lo snob, ma più volte mi sono sentito in dovere di rifiutare dei lavori avendo la percezione di un certo pressapochismo da parte dei miei interlocutori. Un pessimo risultato finale infatti non gioverebbe né alla band né allo studio.
Conoscere i propri limiti è un pregio e non un difetto (questo vale tanto per i musicisti quanto per il sottoscritto), sapere dove siamo in grado di esprimere il meglio e dove possiamo migliorare non può che permetterci di ottenere il miglior risultato possibile.

E’ giusto sapere infine che un bel mix non si ottiene al primo tentativo ma richiede svariati ascolti, in tempi e fonti sonore differenti, in momenti diversi; anche i migliori ingegneri del suono e produttori a livello mondiale dedicano molto tempo ai riascolti e a quei piccoli ritocchi che un po’ alla volta contribuiscono ad un risultato finale davvero soddisfacente; solo questo è sufficiente a far dilatare i tempi molto più del previsto.
Quando spiego questa cosa a chi si rivolge a me per la prima volta, spesso mi sento dire “si ma l’importante è che sia abbastanza buono, non occorre che sia perfetto”… cazzate… Dopo una settimana arrivano gli amici fenomeni che ti trovano qualsiasi difettuccio ed ovviamente è sempre colpa dello studio che ha lavorato male…

Avete mai fatto caso, senza farvi influenzare dalla fama mondiale di molte band, quanti lavori presenti sul mercato discografico siano in realtà veramente approssimativi? Spesso ipercompressi o con un nitidezza di suono alquanto discutibile? Su questo argomento andrebbe fatto un discorso a parte – sulle logiche di mercato e su come la strumentazione usata oggi negli studi abbia uniformato in peggio gli standard sonori – che faremo più avanti, in ogni caso, anche a livello professionale molto spesso i tempi ristretti portano a chiudere i lavori in fretta, rispettando budget sempre più risicati.

Detto questo è bene avere idee molto chiare su quale possa essere il budget a disposizione e soprattutto come impiegarlo al meglio.
Se come spesso accade il budget a disposizione è limitato, ritengo sia consigliabile dedicarsi a meno brani, accontentarsi di farne anche un paio in meno, ma prediligere sempre la qualità alla quantità. Potremo sempre tornare in studio in un secondo tempo anche per un solo brano. Anzi, spesso dedicarsi ad un brano solo è la soluzione più bella, in fin dei conti, se volete trasmettere delle emozioni, restare nel “mood” di un pezzo non è cosa affatto sbagliata!

Ovviamente esistono varie soluzioni e compromessi, metodologie diverse che ci permettono di lavorare in maniera differente a seconda delle nostre esigenze che andremo ad esplorare nei prossimi articoli.

Alla prossima, e che il rock sia con voi!

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